16 Luglio

Sezione: non-accadde/

Sardonicus dixit:”Molti uomini politici nessuno li vuole, ma tutti li votano.”


16 luglio
1500, giovedì. Dopo il massacro del 15 luglio, a Perugia (“le nozze rosse” dei Baglioni), avviene la reazione. Il giorno 16 luglio la madre Atalanta, che aveva maledetto il figlio Grifonetto, uno degli assassini, accorre dove lui giace morente, gli chiede di perdonare e lo perdona. Alcuni personaggi del dramma appaiono nella “Deposizione” (Pala Baglioni) di Raffaello, che forse aveva assistito di persona alla scena. La ballata “La piaga nel costato” (“Die Seitenwunde”) , dello svizzero Conrad Ferdinand Meyer, ricorda questo miracolo di pietà cristiana in venti versi appassionati.
(“Atalanta”, poi “Die Seitenwunde”, composta tra il 1867 e il 1870, 20 versi).
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La fonte a cui si ispirò il Meyer per questa ballata è un celebre, discusso, superato, magnifico libro dell’Ottocento, “La civiltà del Rinascimento”, di Jacob Burckhardt, svizzero pure lui, che senz’altro consiglio di leggere.
(“Die Cultur der Renaissance in Italien”, 1860, 900 Kbytes).
Le ballate del Meyer non sono notissime in Italia, ma hanno un valore intrinseco, che fu riconosciuto dagli estensori del Dizionario Letterario Bompiani, che alla quarantina di ballate dedicarono non meno di cinque intere colonne. L’avvenimento da cui queste ballate prendono lo spunto è sovente la morte, in cui, per il Meyer, si riassume romanticamente la vita dell’uomo. C’è anche un breve “Coro di morti”, che è interessante confrontare con quello composto da Leopardi in una delle sue Operette Morali (“Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie”): i primi cercano ancora lo scopo della vita umana, gli altri sanno che comunque la felicità è negata all’Uomo. Chissà.

Anno imprecisato. Al mattino il corriere dello Zar, che deve portare un messaggio di vita o di morte a Irkutsk, in mezzo alla Siberia, lascia Mosca su un treno diretto a Nizhnij Novgorod, incominciando così il suo viaggio. Il corriere è Michele Strogoff, dal romanzo omonimo di Jules Verne. Lo Zar gli ha affidato il messaggio la sera prima, a latere di una grande festa. Il viaggio viene poi seguito quasi giorno per giorno fino ad Irkutsk.
(“Michel Strogoff”, 1875, circa 300 pagine).